Il museo

Fin dai tempi più remoti, il corallo ha esercitato un forte potere sui popoli del mare, e in particolare sulla cittadina di Torre del Greco, dove oggi sorge il Museo del Corallo - Collezione Liverino.

Da oltre cinque generazioni, la famiglia Liverino infonde passione e competenza nella produzione e nella lavorazione del corallo. Il forte vincolo che da sempre li lega all’oro rosso ha oltrepassato l’interesse puramente aziendale, per dar vita ad una collezione unica nel suo genere, iniziata per caso nel 1934 da Basilio Liverino, allora sedicenne. Dalla passione per il corallo di Basilio e dalle scoperte fatte durante i suoi viaggi in Asia, nasce una collezione di più di 1.000 esemplari scultorei e di gioielleria in corallo e pietre dure, ospitata oggi nel museo di famiglia.

Il Museo del Corallo - Collezione Liverino, scavato nelle viscere della vulcanica terra vesuviana, si schiude agli occhi dei suoi visitatori come un magico scrigno in cui si celano i rossi frutti di un giardino sommerso. Qui trovano posto impareggiabili opere, forgiate in una materia prima che è simbolo di vita e di morte, amuleto, pura magia. Compongono la collezione, creazioni artistiche provenienti da ogni parte del mondo, da Oriente ad Occidente, risalenti fino al XVI secolo, elaborate con la più alta maestria.

Prima di entrare nel magico antro del corallo, il visitatore accede ad una moderna e attrezzata SALA VIDEO, dove può assistere ad un filmato introduttivo. Successivamente si varca la soglia del museo, scavato sei metri sotto terra e mantenuto alla temperatura costante di 19 gradi, per preservare le meraviglie in esso contenute. In questo prezioso scrigno, nascosto sotto il Vesuvio, trovano posto antichità indiane, nepalesi, cinesi e giapponesi, oltre a numerosi ornamenti sacri realizzati in Italia tra il XVI e il XX secolo. Il pezzo più antico della collezione, risalente al Quattrocento, è una piccola scultura che raffigura un vecchio con la barba e un bimbo che gliela accarezza, di fattura orientale. Accanto a questa delicatissima opera, ce ne sono altre che donano lustro al museo, come la grande conchiglia che riproduce la storia dell’Impero britannico. Essa risale alla fine dell’Ottocento ed è il cammeo più grande al mondo: il lavoro dell’incisore durò ben dieci anni. Toglie il fiato la vista di un capolavoro dell’Ottocento napoletano, realizzato per la splendida Paolina Bonaparte, principessa Borghese. Parliamo di una parure, realizzata con la tecnica “foglie e frutti”, in corallo mediterraneo e oro, dove gli elementi naturalistici che compongono i gioielli del finimento sono riprodotti su scala ridottissima. Il museo ospita inoltre una sezione contemporanea, all’interno della quale trovano posto una serie di sculture nate dalla collaborazione tra Romolo Grassi, orafo d’arte milanese, e il famoso incisore torrese Carlo Parlati. Sono opere sperimentali e concettuali, che uniscono originalità creativa ad una elevatissima maestria tecnica.

Infiniti fiori dal fascino animale sbocciano nelle teche illuminate del Museo del Corallo - Collezione Liverino, e lì vi aspettano per offrirvi un’esperienza di visita davvero indimenticabile.